La piana brindisina

Ai confini delle Murge meridionali, nel cuore della Puglia, si estende una piana di terra rossa punteggiata di verde, che digrada dolcemente verso Sud fino ad assumere i colori e i profumi del Salento. Il suo territorio ricade grosso modo entro i confini della provincia di Brindisi, capoluogo da cui prende il nome.

Castelli, paesaggi e archeologia

Poggiandosi sul paesaggio della piana brindisina, gli occhi del visitatore si soffermano in primis sui vasti campi coltivati, intervallati qua e là da file di ulivi e da variopinti frutteti. Come su una grande scacchiera, i lotti di terra sono organizzati meticolosamente in appezzamenti rettangolari, interrotti solo da numerosi corsi d’acqua e canali irrigui, ricchi di fauna e vegetazione palustre. Qua e là i tracciati di antiche fortificazioni ormai scomparse (come il Muro Tenente e il Muro Maurizio), recano testimonianza dei secoli passati, insieme a torri, baluardi, maschi e castelli che costituiscono una delle marche storiche più significative dell’intero agro brindisino. Una delle strutture più rimarchevoli è sicuramente il “Castello di Terra”, fatto edificare da Federico II di Svevia sulle rive brindisine di ponente nel 1227, e poi rimodellato dalle ulteriori fortificazioni e sistemi difensivi edificate in epoca aragonese. Andando ancora più indietro nei secoli, la piana brindisina rivela una ricchezza di testimonianze archeologiche di prim’ordine. Basti visitare il sito di Egnatia, antico insediamento di epoca Messapica, poi divenuto municipium romano citato anche dal grande Orazio.

Itinerari nella natura

L’area di Brindisi offre notevoli motivi di interesse anche per gli amanti della natura. Tra gli altri siti, si ricorda le Saline Regie di Punta di Contessa, bacini idrici costieri riconosciuti come vere e proprie “oasi di protezione della fauna”. Mozzafiato l’area di Torre Guaceto, antichissimo insediamento risalente all’età del bronzo e successivamente popolato da Messapi e Romani; o ancora l’area di Gianicola, attraversata da corsi d’acqua lungo i quali è facile imbattersi in volpi, tassi e ricci. Da visitare infine la Selva di Fasano, area ospitante un parco faunistico di più di 120 ettari. Spostandosi verso sud, il paesaggio si modifica gradualmente, con culture arboree e campi coltivati interrotti da macchie di bosco e zone incolte, anticipazione di quelli che saranno gli scorci tipici del tavoliere salentino.

Foto: Mi.Ti. – Fotolia

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